Spiritualità

“COME VELA CHE IL VENTO INARCA” …

Suggestioni e riflessioni

Vento, acqua, fuoco, terra:
gli elementi che ti accolgono nei simboli alle finestre,
li trovi nel cuore della tenda,
vela nel mare dell’esistenza, zattera di salvezza.
La terra, nella  roccia diventa ara e altare
ma anche montagna da cui esce
un rigagnolo d’acqua zampillante,
fino a circondarne le falde.
Costato da cui esce sangue e acqua,
lavacro di rigenerazione.
Montagna del deserto,
da cui Mosè fece scaturire acqua per il popolo assetato,
Massa e Meriba per chi si chiedeva:
“ Il Signore è in mezzo a noi, sì o no ?”
A fugare ogni titubanza,
lo scrigno-sepolcro te lo rivela a chiare lettere: 
“IO SONO IL SIGNORE - IL VIVENTE”.
Il Signore dell’alleanza,
il Signore della Risurrezione,
tesoro dell’esistenza.
Lì arde il fuoco,
roveto che dice presenza,
di fronte al quale ci si copre la faccia e
al  quale ci si avvicina togliendosi i sandali.
Fuoco, come a Pentecoste,
che scalda e vento che riempie le vele.
Alzi gli occhi e trovi la cortina aperta,
velo diviso da cima a fondo,
squarciato dalla morte in croce.

“Senti, figlio mio, il silenzio ondulato, un silenzio, dove scivolano echi e valli e che china le fronti verso terra”. ( F.Garcia Lorca, Poema del cante Jondo)

Siamo noi a guardare verso l’alto,  
o è Lui a chinarsi sulla terra?
Ecco la passione di Dio per l’uomo  
che si intreccia con la storia di Gesù:
tappe di un’unica via crucis,
il prezzo del nostro riscatto.
E quell’annuncio sorprendente
rivolto alla giovane di Nazareth:
“Gioisci Maria, perché piaci al Signore”.
Ancora vento tra le ali dell’Angelo
e nella risposta: “Ecco la serva del Signore:
avvenga per me secondo la tua parola”.
Noi, coperti dall’ombra della potenza dell’Altissimo,
a impastare elementi terra, acqua, fuoco, vento,
a impastare il pane buono
con il frutto della terra e con il dono d’amore.
Noi, vela che il vento inarca…                                                     
(don Giuseppe Navoni)


Lode a Maria

“La Luce si posò su Maria, purificò la sua mente, rese luminoso il suo intelletto e puro il suo pensiero, facendo brillare la sua verginità.

 Il suo seno brillò da dentro,  abitato dalla Luce vera,  inondato di luce  nei raggi della gloria”.                 

(dalla letteratura siriaca)


Preghiera

O Maria,
che nell’Annunciazione sei diventata
trasparenza purissima di luce divina,
irradia su di noi il tuo splendore.

Con la tua presenza materna
dona al cuore di ogni uomo
luce e calore affinché possiamo camminare
nel mondo, assieme a te,
come veri “figli della luce”.

Mater Christi et Lumen Gentium           
Prega per noi


Seriate, 11 ottobre 2011          Luxy

A Colei che intercede

Vi sono dei giorni nell’esistenza
in cui non ci si può contenere
dei santi patroni.
Allora bisogna prendere
il coraggio a due mani
e rivolgersi direttamente a Maria, Colei
che è al di sopra di tutto.
Essere arditi. Una volta.
Rivolgersi arditamente a Colei
che è infinitamente bella,
perché è anche infinitamente buona.
A Colei che intercede  
la sola che possa parlare
con l’autorità di una madre.
A Colei che è infinitamente grande
perché è anche infinitamente piccola
infinitamente umile.
A Colei che è tutta grandezza e fede
perché è anche carità.
A Colei che è tutta fede e carità
perché è anche speranza.

(C. Péguy) ..


Costruire sulla roccia

La pietra mi richiama la figura di Pietro, a cui Cristo disse: ”Pietro, su questa pietra edificherò la mia Chiesa”. Da questa pietra sgorga dell’acqua. Mi ricorda quando Cristo muore in croce ed è trafitto dalla lancia. Dal suo costato sgorga sangue e acqua. Egli offre  la sua vita per noi al Padre, poi risorge e ogni momento è in mezzo a noi anche se non ce ne accorgiamo. La pietra mi fa anche pensare alla casa costruita sulla roccia: è solida, non cade. Anche le nostre famiglie, se sono fondate su Cristo, sono solide. Egli ci aiuta a superare le difficoltà che ci assillano, è la “sorgente di acqua viva” a cui dobbiamo attingere sempre. Solo accostandoci a Lui riprenderemo la forza di rialzarci quando siamo sconfortati o sfiduciati. Solo Lui ci rinnova dentro, ci perdona, Lui che ha dato la sua vita per noi. Se impariamo a fidarci di Lui, ritroviamo sicuramente la strada per continuare il nostro cammino, perché è il nostro compagno di viaggio di cui portiamo il nome: “cristiani”.

Seriate , 05 maggio 2010          

Ivana  Marchetti (una mamma)